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Scritto da 

Niccolò Budoia

12 novembre 2025

WRC

Ospite martedì sera al podcast con Mirco Tognarini, Massimiliano Poggiali e Niccolò Budoia, il neocampione del mondo WRC3 Matteo Fontana ha raccontato la stagione 2025 e quelle che l'hanno preceduta.

"Diventare campioni del mondo, e farlo insieme, è stato bellissimo. A scuola nel 2017 ce lo eravamo promessi e si è realizzato". È stato questo forse il momento più emozionante dell'intervista che, nel corso del podcast di ieri sera (puoi rivederlo a questo link), ha visto Matteo Fontana raccontare la sua stagione 2025. Eccone uno stralcio.


Matteo, cosa avete pensato appena diventati campioni del mondo?

"Ce la siamo goduta, abbiamo urlato tanto e ho tirato schiaffi al volante e alla gamba di Arna (Alessandro Arnaboldi, l'amico-navigatore, ndr)".


Campioni, e insieme: come lo senti?

"È incredibile: nel 2017 avevamo scritto in un quaderno che avremmo corso insieme entro il 2021 e che nel 2025 saremmo diventati campioni del mondo. Si è avverato".


Quant'è stato difficile il Giappone?

"Mentalmente moltissimo. Non abbiamo spinto, ma era più facile fare errori. Non serviva il risultato e non abbiamo avuto quella pressione, ma è stato complicatissimo tenere un passo blando ma una concretazione altissima. Abbiamo fatto esperienza per il futuro e abbiamo gestito: era necessario".


L'anno prossimo, che si fa?

"Nel Mondiale correremo sette gare con la Rally3, mentre in Italia saremo in Rally2: non abbiamo ancora scelto il programma, vediamo il calendario e quali saranno le sovrapposizioni".


Ma qual è l'obiettivo?

"Lavoro tutti i giorni per raggiungere il WRC2 e il WRC assoluto. Vogliamo raggiungere il top level, l'esempio è Oliver Solberg".


In Italia hai sempre spinto al massimo: quanto ha aiutato?

"Molto. In Italia siamo sempre andati al maximum attack a prescindere dai risultati, cercando la prestazione pura. È stato utilissimo quando abbiamo dovuto attaccare, come successo in Cile. La costanza paga, certo, ma serve anche tenere il passo giusto".


A Foligno è arrivato l'unico errore stagionale: ha avuto un peso?

"Lo abbiamo studiato e valutato, come tutti gli errori. Lì ho esagerato, non ho valutato bene quanto la linea di quella curva fosse sporca e non sono riuscito a fare quella dopo. Ogni errore si studia, e in ogni gara ci sono errori più o meno grandi. Il pelo nell'uovo si trova sempre, e va trovato".


Che altre gare ci saranno prima della fine della stagione?

"In Italia solo il Vedovati, dove navigherò nonno Luigi: non vedo davvero l'ora, sarà bellissimo. Poi correremo in Arabia Saudita e quindi non potremo essere al Brunello, che è concomitante. Non posso fare altre gare ancora: un po' di riposo penso che ce lo meritiamo", dice sorridendo.

Fontana: "Io e Arna ci eravamo promessi questo titolo nel 2017, a scuola"

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